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SOLO UN'INFLUENZA SUI MERCATI

Di Massimo Collina


Uno studio del settimanale statunitense Time ha messo a confronto il primo mese di diffusione del coronavirus e dell’ebola nei giornali in lingua inglese: gli articoli sul coronavirus sono stati 23 volte più numerosi.L’OMS definisce pandemia la “diffusione nel mondo di una nuova malattia”, mentre un’epidemia è confinata “a una comunità o a una regione”. Finora l’organizzazione non ha usato la definizione di pandemia per l’epidemia in corso. Quindi il maggiore risalto mediatico è da attribuire alle priorità date dai mezzi d’informazione oggi, rispetto all’epidemia che ha ripetutamente colpito il continente africano.Non è chiaro quando e come la nuova epidemia sia nata, in questi giorni ho letto le più svariate teorie (sicuramente quelle complottiste sono le più intriganti), ma è chiaro che tutti noi vorremmo fosse una seconda SARS. La precedente epidemia scoppiata ad Hong Kong nel 2003 durò pochi mesi, si diffuse a marzo ed ebbe un impatto significativo sul turismo e l’economia cinese per un trimestre, mentre dopo sei mesi l’economia era ritornata ai livelli pre-epidemia.Quando scoppiò la SARS l’economia cinese era più piccola di quella italiana, oggi è quattro volte la nostra economia. Ogni punto percentuale della crescita economica cinese corrisponde allo 0,50% della crescita globale. Inoltre nel 2003 venivamo da una profonda recessione, l’indice Nasdaq aveva perso circa l’80% del proprio valore, i prezzi delle azioni erano depressi e la Cina si apprestava a diventare il nuovo motore dell’economia mondiale. La Banca Mondiale allora ebbe un ruolo centrale nello sviluppo economico e sociale della Cina, la quale si appoggiò a questa istituzione per riformare lo stato e aprirlo all’economia di mercato e alla democrazia.Aiutare la seconda economia del mondo è molto più complesso e costoso. Nel 2003 la Cina era ben vista e trovo più mani tesi ad aiutarla. Oggi come si comporteranno gli altri paesi? Come gestirà la Cina questa fase?Per adesso la situazione è sotto controllo, non ci sono dimostrazioni e sciacallaggio. I cinesi sanno che inizialmente il governo ha fatto degli errori, ma che poi ha mobilitato risorse come nessun altro governo al mondo. Ma come reagirebbero i cinesi se l’incertezza dovesse prolungarsi a lungo?La seconda economia mondiale non può stare a ferma per troppo tempo e non può non garantire la crescita economica del paese. Nel breve il pugno di ferro (ritorno al passato) può essere efficace, ma nel tempo la struttura del potere dovrà cambiare, aprirsi ancora di più al mercato. A differenza del periodo Maoista oggi il cinese ha conosciuto la ricchezza e vuole continuare su questa strada, non gli basta essere in pace anche se povero. Su chi potrà contare la Cina per portare a termine le sue riforme?I mercati finanziari la scorsa settimana hanno preso nota del panico che si è diffuso in tutto il mondo e hanno riportato i valori su prezzi più convenienti, mediamente un 10% sotto i valori della settimana prima. Poche attività si sono sottratte al sell-off generale, solo i titoli di stato USA, notoriamente considerati beni rifugio. Cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane?Oggi il mercato è in ipervenduto quindi prima o poi un rimbalzo sarà favorito dal rallentamento delle vendite e del panico, ma non è detto che questo recupero ripristini il trend rialzista, che guida i mercati mondiali dal 2009. Se l’incertezza sulla durata dell’epidemia dovesse continuare, il rallentamento della crescita mondiale potrebbe sfociare in recessione e i mercati finanziari segnare ulteriori ribassi a doppia cifra. Che fare quindi?Per chi non si è alleggerito per tempo, l’ideale è sfruttare un rimbalzo del mercato per ridurre l’esposizione azionaria e costruire un portafoglio in linea con il proprio profilo di rischio, in modo da essere pronti a sopportare ulteriori ribassi dei mercati. Per chi invece è fuori dal mercato questa può essere una prima buona occasione di acquisto, ma attenzione non è detto che questi siano i prezzi migliori dell’anno. Si può quindi iniziare a comperare qualcosa, ma in piccola percentuale mantenendo una buona quantità di liquidità.Ricordiamoci che questo oltre ad essere un anno bisestile è anche un anno elettorale, se la Cina non vuole un crash dei mercati, non lo vuole neanche Donald Trump che a novembre vuole essere riconfermato alla Casa Bianca.Guardando più lontano è in queste fasi dei mercati che si costruisce valore per gli anni a venire. Chi avrà il coraggio di acquistare azioni su ulteriori ribassi dei mercati potrà raccogliere importanti risultati nei prossimi anni.Per quanto riguarda la Cina, la seconda economia mondiale non può permettersi di avere un ambiente sanitario che non ispiri fiducia agli investitori, con due malattie mortali diffuse in 17 anni. Importanti riforme aspettano la Repubblica Asiatica.Guardando oltre solo grandi cataclismi e piaghe hanno prodotto significative riduzioni delle disuguaglianze economiche. La pace e la prosperità tendono sempre a portare crescenti disuguaglianze nel lungo termine. Il XX° secolo con 2 guerre mondiali e le rivoluzioni comuniste è stato un grande momento di livellamento economico. Mai come oggi il divario economico si è allargato, nel top 1% della popolazione mondiale si concentra il 90% della ricchezza...

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